Stanza 3 – Viva Verdi!


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Tutto ha inizio quando Napoleone Bonaparte offre un generoso premio a chi avesse trovato un modo per conservare il cibo per lungo tempo, per consentire al suo esercito un migliore e più sicuro rifornimento. Vince il premio un cuoco francese Nicolas Appert ma è solo anni dopo che l’ingegnere francese Philippe de Girard inventerà i contenitori di latta che ne permisero la diffusione. Dopo pochi anni è tutto un fiorire di marchi e scatolette. In un’epoca in cui l’analfabetismo era ancora molto diffuso, legare il successo di un prodotto al solo nome del fabbricante poteva essere un limite alla sua riconoscibilità: così l’industria conserviera pensò di distinguersi utilizzando immagini facilmente memorizzabili quali animali, eroi mitologici, personaggi famosi. Tra questi spicca il ruolo del parmigiano Giuseppe Verdi. “L’immagine dei Padri della Patria conferma l’ideale costruzione genealogica messa in luce da Alberto Mario Banti: “Immaginare la nazione come un sistema di discendenza dotata di una sua genealogia o di una specifica storicità”. Sono i primi decenni postunitari che delineano il mito dell’unità nazionale e Verdi incarna, attraverso le sue opere, un sistema di narrazione e rappresentazione che ne strutturano l’immagine.

“Verdi è il mito dell’Italia postunitaria. Nelle immagini dei suoi personaggi rivivono i comportamenti e le azioni dei personaggi storici che si legano al presente della nazione: tanto che, per la sua diffusione, il melodramma è letto dagli storici come un potente mezzo di comunicazione di massa”.

 

 

 

CREDITI

© Nastro, Studio MC2 con Paolo Mezzadri

© Estratti musicali: Falstaff, Nabucco, Giuseppe Verdi

© Fotografie Stanze di Andrea Lops

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