Il mare influenza ciò che mangiamo, la nostra salute, l’economia, il clima e persino molte delle innovazioni che caratterizzeranno il futuro. Eppure, nonostante la sua importanza, continua a essere uno degli ambienti meno conosciuti del pianeta.
Secondo le stime più recenti, oltre l’80% dei fondali oceanici non è ancora stato mappato e il 91% delle specie marine deve ancora essere scoperto. Solo nel 2025 la comunità scientifica ha identificato 866 nuove specie. Numeri che raccontano una realtà sorprendente: conosciamo meglio la superficie di alcuni pianeti che gran parte degli oceani terrestri.¹
¹ Fonte: Alici&co. – The Good Blue, n. 12, Delicius, 2026. Dati elaborati da fonti scientifiche internazionali e Ocean Census 2025.
Il mare al centro del dibattito
Da questa consapevolezza è nata la quinta edizione di Be Blue – The Sea Conference, il progetto promosso da Delicius che ogni anno riunisce ricerca, impresa, distribuzione e società per approfondire il ruolo del mare nel nostro presente e nel nostro futuro.
L’edizione 2026 ha scelto di concentrarsi su un tema tanto semplice quanto strategico: il mare come risorsa, crescita, responsabilità e futuro.
Un concetto che supera l’idea tradizionale di mare come semplice fonte di approvvigionamento alimentare e lo restituisce nella sua dimensione più ampia: un ecosistema da cui dipendono salute, sviluppo economico, sicurezza alimentare e innovazione.
Aziende e responsabilità: una crescita che guarda al mare
Ad aprire il confronto è stata la tavola rotonda “Aziende e responsabilità”, moderata da Andrea Cabrini, direttore di Class CNBC.
Irene Rizzoli, Amministratore Delegato di Delicius, Stefano Pogutz di One Ocean Foundation e Andrea Mottarelli, Country Head Italy di DWS – Deutsche Bank Italia, hanno affrontato un tema sempre più centrale per il mondo delle imprese: come coniugare crescita economica, tutela delle risorse marine e responsabilità verso la società.
Il contributo della ricerca scientifica
Per questo uno dei momenti centrali di Be Blue 2026 è stato dedicato alla ricerca scientifica, grazie agli interventi di Martina Cirlini, Docente e Ricercatrice in Chimica degli Alimenti all’Università di Parma, e Alessandra Dei Cas, Professore Associato di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’Università di Parma e membro del board INRC.
Martina Cirlini ha presentato il lavoro di ricerca sviluppato per mettere a punto una metodologia analitica innovativa in grado di identificare e quantificare vitamine e oligoelementi realmente presenti nelle conserve di pesce azzurro. Uno studio che consente di ampliare la conoscenza del profilo nutrizionale di questi prodotti, andando oltre il consolidato ruolo degli omega 3 e valorizzando ulteriori componenti bioattive naturalmente presenti.
Alessandra Dei Cas ha invece illustrato le evidenze scientifiche alla base del Longevity Nutrition Program, il progetto sviluppato da Delicius con il supporto dell’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari (INRC). Al centro della ricerca il ruolo degli acidi grassi omega 3 nel favorire la rigenerazione delle cellule progenitrici endoteliali, contribuendo così al mantenimento della salute cardiovascolare e promuovendo un approccio all’alimentazione orientato alla prevenzione e al benessere nel lungo periodo.
Un percorso che si inserisce nel più ampio impegno di Delicius nel sostenere progetti di ricerca e collaborazioni con il mondo accademico, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza scientifica in strumenti concreti per il benessere delle persone.
Il mare osservato attraverso i consumi
Ma quanto vale davvero l’economia del mare nel largo consumo?
A questa domanda ha risposto Matteo Bonù, Food Industry Leader di NielsenIQ, attraverso una lettura dei dati del largo consumo e dei principali trend che stanno ridefinendo il settore.
L’analisi ha mostrato come dietro un mercato apparentemente stabile si nasconda un consumatore profondamente cambiato: più occasioni d’acquisto, minore fedeltà a marche e insegne e una crescente attenzione verso prodotti percepiti come salutari, contemporanei e culturalmente rilevanti.
Secondo NielsenIQ, una parte significativa della crescita del Largo Consumo è oggi trainata da un vero e proprio “effetto amplificatore”, alimentato da social network, professionisti della nutrizione, passaparola e nuovi stili alimentari. È un fenomeno che negli ultimi anni ha favorito categorie come yogurt greco, kefir, semi e frutta esotica e che oggi inizia a coinvolgere anche il mondo del mare.
In questo scenario, il comparto ittico rappresenta un universo di grande rilevanza economica: il solo pesce genera oltre 9 miliardi di euro di vendite nella distribuzione moderna, superando i 10 miliardi se si considerano anche i prodotti che contengono ingredienti o derivati marini.
Tra i casi più interessanti emerge quello delle sardine, che in Francia stanno passando da fenomeno culturale e social a vero e proprio trend di consumo. Un segnale che evidenzia le opportunità ancora presenti anche nel mercato italiano, dove il potenziale di crescita della categoria non è ancora pienamente espresso.
Una prospettiva che si lega direttamente al percorso intrapreso da Delicius con il programma Longevity, nato per valorizzare il pesce azzurro attraverso un racconto che unisce benessere, gusto, ricerca scientifica e cultura alimentare.
Distribuzione e nuove abitudini di consumo
I cambiamenti nei comportamenti di acquisto sono stati al centro della tavola rotonda “Abitudini e rivoluzione”, alimentata anche dal punto di vista accademico di Guido Cristini, Professore di Strategie di Marketing Agro-alimentare all’Università di Parma.
A confrontarsi sul palco sono stati Maniele Tasca per Gruppo Selex, Giorgio Santambrogio per Gruppo VéGé, Giangiacomo Ibba per CRAI e Andrea Maggioni, Direttore Generale Sviluppo di Delicius.
Un’occasione per analizzare il ruolo della distribuzione nel tradurre i nuovi bisogni dei consumatori e i nuovi trend in assortimenti, linguaggi e nuove occasioni di consumo, contribuendo alla crescita della categoria e alla diffusione di una cultura del mare più consapevole.
Un mare ancora da scoprire
A fare da filo conduttore all’intera edizione è stata la Pelagia noctiluca, la medusa luminosa scelta come simbolo di Be Blue 2026 e del dodicesimo numero di Alici&co. – The Good Blue.
Una scelta che richiama l’idea di un mare ancora ricco di aspetti da esplorare e comprendere.
Lo stesso messaggio è stato ripreso nell’intervento conclusivo del biologo marino Roberto Danovaro, che ha invitato il pubblico a guardare al mare come a un sistema complesso, ancora in gran parte inesplorato, ma fondamentale per il futuro del pianeta.
Conoscere per valorizzare
Forse il messaggio più importante emerso da Be Blue 2026 è proprio questo: non si può valorizzare ciò che non si conosce.
Comprendere il mare significa comprenderne il ruolo nella nostra alimentazione, nella nostra salute, nell’economia e nella qualità della vita delle generazioni future. Significa creare un dialogo tra ricerca, imprese, distribuzione e consumatori per costruire una cultura del mare sempre più consapevole.
Perché il mare non è soltanto una risorsa del presente.
È una delle più grandi opportunità che abbiamo per il futuro.



